Semi di cannabis

Semi di cannabis: i migliori da provare

Il ricorso ai semi di cannabis rappresenta il presupposto per la realizzazione di una coltivazione tradizionale, sia indoor che anche outdoor. Tramandati nel corso dei secoli, i semi di questa preziosa pianta sono ancora oggi molto popolari nel loro impiego, e soprattutto massicciamente reperibili anche presso il mercato digitale.
Sei un appassionato e desideri aumentare le tue conoscenze in materia di cannabis sin dalle prime fasi di coltivazione? Allora prosegui nella lettura di questa breve guida con focus sulle sementa, e scopri maggiori informazioni su questo affascinante universo vegetale.

Ricordiamo che in molti paesi il possesso di semi non è illegale, mentre lo è la coltivazione di cannabis. L’Italia è uno di questi. Questo scritto ha ragione puramente informativa, e pertanto si raccomanda di attenersi sempre ad uno scrupoloso rispetto della legislazione nazionale in vigore.

Semi di Cannabis e composizione genetica

Prima di passare alla classificazione dei semi, e annessi consigli per gli acquisti, va detto che tutte le piante di canapa sono fondamentalmente riconducibili alle seguenti categorie: Sativa, Indica e Ruderalis. A seguito del loro impiego massiccio nel tempo, oggi è molto raro trovarne una versione pura, tant’è che attualmente circolano in commercio principalmente versioni ibride di tali specie.

Sativa: si concretizzano in piante alte e snelle, caratterizzate da una lenta maturazione.

Indica: riconducibili ad arbusti tendenzialmente cespugliosi e ridotti in altezza, in fase di fioritura producono gemme appiccicose e resinose davvero apprezzate.

Ruderalis: un ceppo questo non particolarmente consigliato per ottenere prodotto ad alto contenuto di THC; proprio per tale motivo risulta spesso soggetto ad incroci con dominanza Indica o Sativa.

I migliori semi di Cannabis: tipologie

Semi di cannabis regolari

I semi regolari sono quelli comunemente reperibili in Natura. Si caratterizzano per una discreta resa del processo di coltura, ma soprattutto per la possibilità di ottenere piante femminili (vale a dire quelle deputate alla fioritura) che si aggira intorno al 50%-60%; le restanti saranno maschio (quindi senza cime) o ermafrodite (dotate sia di cime che di fiori).

Amate per lo più dagli appassionati del settore oltre che da collezionisti di sorta, sono sconsigliabili da impiegare nell’ambito della produzione a scopi commerciali – ovviamente si intende presso mercati regolari e regolarizzati.

Semi di cannabis femminizzati.

Da semi femminizzati si può ottenere una produzione quasi esclusivamente femminile; una minima percentuale (dal 5 al 10%) è immancabilmente riservata alla possibilità di deriva ermafrodita.

Al fine di minimizzare il verificarsi di tale esito è consigliabile garantire le corrette condizioni di crescita: corretta conservazione del seme, temperatura stabile, esposizione a cicli regolare di luce, apporto del giusto livello di idratazione.

Semi di cannabis autofiorenti.

Tanto i semi regolari quanto quelli femminizzati sono reperibili nella versione autofiorente. Il che significa che questi saranno in grado di passare dalla fase vegetativa alla fase di fioritura autonomamente, ovvero artificiali imposizioni di specifici cicli di luce.

Proprio per questa loro caratteristica si prestano a coltivazioni (anche molto ampie) outdoor, garantendo la fase di raccolta entro 3-4 settimane.
Ottimali per l’impiego da parte dei meno esperti.

Come selezionare i migliori semi di canapa

Come già accennato in precedenza, la selezione dei semi di ganja deve partire da semplici considerazioni. Finalità dell’acquisto, livello di esperienza dell’acquirente, tipologia di piantagione a cui aspirare, e via dicendo.

In definitiva non esistono tipologie di semi indiscutibilmente meglio di altri, ma esistono quelli che – a seconda del caso – faranno maggiormente al caso proprio. Quindi a seconda dell’attrezzatura a disposizione, del tempo da impiegare, dalla temperatura e/o umidità apportabile e, perché no, anche dei propri gusti, sarà possibile scegliere quelli più adatti.

D’altra parte il mercato legale è ricchissimo di alternative, ed è oggi capace di spingersi al punto di saper accontentare tutte le preferenze, e con esse anche tutti i portafogli. Provare per credere.

Accorgimenti per la corretta conservazione dei semi

Una volta selezionata la tipologia preferita, è bene accertarsi che il prodotto sia soggetto ad un adeguato processo di conservazione (impiego in locali appositamente climatizzati, ricorso al sottovuoto,…).
Ma tali accorgimenti vanno attuati anche nella fase immediatamente successiva all’acquisto, soprattutto quanto si tratta di sementa dedicate alla coltivazione.

Mantenere allora una collocazione presso un luogo fresco, buio e asciutto, idealmente intorno ai 5°C di temperatura, sarà l’unico modo per garantire una eventuale corretta germinazione e per prevenire la formazione di muffe o altre alterazioni che andranno a discapito della futura pianta.

Infine è sempre preferibile provvedere ad una rapida selezione dei semi che vale la pena interrare, così da scartare quelli eventualmente non integri ed eventualmente danneggiati; e ciò al fine di risparmiare tempo, spazio ed energie.