genova

Tre musei da visitare a Genova

Genova è una città ricca di attrattive per i turisti. Se sei di passaggio o ti fermi per un tempo più lungo, rimarrai stupito dalla sua bellezza. Oltre a visitare il centro storico e l’Acquario, è un’ottima idea visitare qualche museo. Nella città della lanterna, ce ne sono di vari tipi e meritano tutti. Se il tuo viaggio dura poco e non sai cosa scegliere, potrebbe esserti utile continuare a leggere questo articolo. Ti parleremo dei 3 musei più importanti da visitare in questa perla della Liguria.

Galata Museo del Mare

Genova è una città di mare e pescatori. Non poteva mancare un museo dedicato a questo mondo. Il Museo del Mare è sviluppato su tre piani, con un seminterrato e una terrazza. La struttura è stata realizzata dove un tempo c’era l’Arsenale della Repubblica di Genova. Il percorso museale affronta tutte le tappe della storia marittima della città. Ci sono tracce di Cristoforo Colombo e ricostruzioni di galee del 600′. Il racconto della vita a bordo, la sala dei mostri marini e le mappe cartografiche arrischiscono l’esperienza del visitatore. Per poi arrivare alla ricostruzione della vita degli emigranti e di uno Yacht Club.

Allestimenti più recenti e altre imbarcazioni si trovano sulla Terrazza. Dove la vista è rallegrata dal centro storico e dal porto. Da menzionare, anche la mostra sul Transatlantico Andrea Doria, naufragato nel 56′.
Inoltre, c’è uno spazio all’aperto nel cuore della Darsena. Un modo per parlare dei cantieri navali e della attività svolte in quei luoghi. Qui staziona anche il sottomarino S 518 Nazario Sauro, visitabile in acqua.

Museo di Palazzo Reale

Costruito tra il 1643 e il 1650 e dimora delle famiglie Balbi e Durazzo, il Palazzo Reale è di per sé un monumento che vale la visita. Prende questo nome con il passaggio ai Savoia nel 1824. La struttura è impreziosita da affreschi, stucchi, dipinti, sculture, arredi. Sono conservati tutti gli oggetti posseduti dalle famiglie che vi hanno vissuto. Si può entrare negli appartamenti del Re e della Regina, nelle sale di rappresentanza. I saloni e le galleria sono affrescata in stile barocco e rococò. Fiore all’occhiello sono i dipinti di Anton Van Dyck, Tintoretto, Guercino, Luca Giordano, Ferdinand Voet e dei Bassano. Tra le 100 opere esposte, c’è molto spazio per gl artisti genovesi del 600′. La Galleria degli Specchi ed altri ambienti interni, presentano sculture di ispirazione classica o busti di sovrani e regine. Fino a novembre, si può assistere alla mostra temporanea Mogano, Ebano, Oro. Dedicata alla produzione di arredi e arti decorative a Genova nell’Ottocento, con più di 200 pezzi. Nel 2006, insieme agli altri Palazzi nobiliari(dei Rolli) è stato inserito trai Patrimoni dell’umanità UNESCO.

Museo del Risorgimento (Casa Mazzini)

A Genova, nacque Giuseppe Mazzini. Patriota, rivoluzionario e fautore, tra gli altri, dell’Unità d’Italia. Nella sua casa natale, è stato creato un museo che ne ricorda la storia, insieme a quella più ampia del Risorgimento. E’ stato inaugurato nel 1934 in questa sede, dopo essere stato ospitato dal Palazzo Rosso. Si trova all’interno del Palazzo Adorno, un complesso del XV secolo. Di fronte si può scorgere la chiesa barocca di San Filippo Neri.

Il museo è ricco documenti, dipinti, stampe, armi, uniformi, fotografie, cimeli del periodo. Tra questi, c’è il testo originale e autografo dell’Inno d’Italia, scritto da Goffredo Mameli e cantato per la prima volta proprio nel capoluogo ligure. Di Mazzini, è conservata la chitarra. Così come alcuni suoi scritti: gli “Zibaldoni giovanili” e alcuni capitoli dei “Doveri dell’uomo”. Altri personaggi come Garibaldi e i suoi Mille, sono ricordati e celebrati qui. Una sala speciale è dedicata alla nostra bandiera tricolore. Vi è raccontata la sua storia e mostrata la sua evoluzione grafica fino ai giorni nostri. Il museo accoglie anche uno spazio espostivo dedicato alle due guerre mondiali e alla Liberazione. Nell’archivio sono custoditi più di 40 mila manoscritti sui membri della Giovina Italia e di altre organizzazioni democratiche. E’ stato restaurato nel 2005 ed è gestito dall’Istituto Mazziniano.